Sulla nostra parabola DigiGlobe hanno pubblicato articoli
i due maggiori periodici del settore !
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![]() ![]() E LUCE FU... Di Massimiliano Borghesi Il più frequente ostacolo all'installazione di un sistema di ricezione per la tv via satellite? Non è l'albero che vi copre la visuale a sud dal terrazzo. Nè il tetto a tegole, difficilmente accessibile e molto scomodo per effettuare la messa in opera della parabola. No, questi sono problemi che, con particolari accorgimenti (e non parliamo necessariamente di abbattere l'albero in questione) possono essere risolti. L'ostacolo più ostico, quello più difficile da superare, rimane l'innata diffidenza di alcuni esseri umani verso l'oggetto parabola, quell' ingombrante riflettore metallico destinato a captare i segnali provenienti dai satelliti e trasferirli poi al nostro ricevitore domestico. Una diffidenza che può concretizzarsi in diversi modi: dai regolamenti condominiali, con norme, spesso discutibili, che impediscono la messa in opera dell'impianto, ai regolamenti comunali, che in nome di una giusta tutela dei centri storici limitano il nostro diritto di installazione, rimandandoci alla realizzazione di impianti condominiali. Il che equivale a dare il via ad una lunga discussione con i propri vicini, magari per nulla interessati alla tv del cielo e quindi poco propensi a deliberare la spesa necessaria. Certo, ci sono (per fortuna) leggi ormai note e specifiche sentenze di Preture a tutelare il sacrosanto diritto individuale alla ricezione della tv del cielo. Ma a poco servono, di fronte magari alle proteste, neanche tanto velate, di vicini intransigenti o di puntigliosi amministratori condominiali. Il globo luminoso L' aspetto è quello di una normalissima plafoniera per esterni, simile in tutto e per tutto a tante lampade che vediamo spuntare nei giardini di decine di abitazioni: un globo bianco di appena quarantacinque centimetri di diametro, realizzato in policarbonato plastico. La base fornita come supporto, di colore nero, può essere facilmente ancorata al pavimento. In alternativa, è disponibile anche un supporto a "L" per l'installazione a parete. Aprendo le due semisfere che costituiscono il globo, appare la sorpresa: montata su un supporto basculante, troviamo infatti una parabola da 43 cm. di diametro, di tipo Cassgrein (ovvero una prime focus a doppia riflessione). Sul retro del disco, è collocato il convertitore, un MTI Universale con figura di rumore tipica di 0.7 dB. Accanto a questo, c'è l'alloggiamento per una lampadina, con l'attacco standard. I costruttori consigliano, giustamente, l'utilizzo di un modello a basso consumo: ad esempio una lampada da 11 Watt, in grado di fornire prestazioni pari a quelli di una lampadina tradizionale da 60 watt, con l' indiscutibile pregio di non sviluppare lo stesso calore e di consentire un sensibile risparmio nei consumi. Il montaggio del Digiglobe è un gioco da bambini: i diversi componenti si assemblano in cinque minuti, seguendo le istruzioni di montaggio allegate alla confezione. Il riflettore vero e proprio, realizzato in materiale plastico rivestito di metallo, si monta sulle apposite guide che consentono la regolazione dell'elevazione del disco. Per l'azimuth, basta ruotare orizzontalmente il tutto, prima di fissarlo definitivamente al suolo attraverso tre viti. Le due semisfere, una volta sovrapposte, si agganciano attraverso una chiusura a baionetta. Il cavo coassiale, insieme a quello che porta l¹alimentazione alla lampada, possono essere fatti correre attraverso la base di supporto, dalla quale emergeranno attraverso un apposito tassello, per poi raggiungere dal suolo il nostro ricevitore e una presa di corrente. Con l¹aiuto di un misuratore di campo, o semplicemente di un ricevitore sat, il puntamento è questione di pochi minuti: le parabole di queste dimensioni sono caratterizzate da un raggio di cattura piuttosto ampio, fattore che rende molto semplice rintracciare i segnali di Hot Bird. Ed è proprio per la ricezione del "polo caldo" di Eutelsat che il Digiglobe è dedicato. A chi si preoccupa per le ridotte dimensioni del riflettore (diametro di appena 43 cm.), vale la pena ricordare che i satelliti Hot Bird, dai quali vengono diffusi la maggior parte dei canali digitali italiani ed europei, sono caratterizzati da una copertura di elevata potenza, uniformemente distribuita su tutto il territorio nazionale: dalle Alpi alla Sicilia, il segnale degli Hot Bird arriva a terra con un livello di segnale superiore ai 50 dBW. Con questi segnali, i 33 dB di guadagno del riflettore e la bassa figura di rumore del convertitore, sono più che sufficienti a garantire la ricezione del segnale in condizioni ordinarie. Certo, è inevitabile che durante un temporale particolarmente intenso, specialmente se il puntamento non è stato effettuato al meglio, il decadimento del segnale possa comportare qualche problema di ricezione. Ma questo è un problema che può riguardare anche parabole di dimensioni ben superiori.... |
![]() ![]() ![]() LA SFERA MAGICA Di Simone Vidazzia Nonostante siano passati ormai diversi anni dall'apparizione delle prime antenne paraboliche, molta gente, ancora oggi, nutre un'innata diffidenza verso questo misterioso oggetto tecnologico e nulla serve spiegare a costoro che si tratta di una semplice antenna che capta le onde elettromagnetiche, cosi come la tradizionale antenna VHF e UHF che regna sui tetti delle case da decenni. Molti la considerano un oggetto uscito da un film di fantascienza, altri uno strumento di spionaggio utilizzato da fantomatici agenti segreti ma, purtroppo, sono tutti d'accordo nel ritenerla una presenza ingombrante, antiestetica che turba il decoro del condominio o della villetta dove viene installata. Gli altri ostacoli che impediscono (o complicano) l'installazione di un sistema di ricezione per la TV satellite, come ad esempio la presenza di alberi che coprono la visuale, lo spazio occupato che costringe a rinunciare all'utilizzo di aree destinate ad altri usi oppure la difficoltà di accesso al tetto per la messa in opera dell'impianto, sono invece superabili con qualche accorgimento e con l'esperienza di installatori qualificati. Una parabola che risplende La DigiGlobe assomiglia in tutto e per tutto ad una plafoniera per esterni, quei lampioncini installati sia a terra che a muro che si vedono nei giardini condominiali e nelle villette. In realtà, all'interno del globo bianco di policarbonato, si trova un'antenna parabolica di soli 45 cm di diametro di tipo Cassegrain, vale a dire un sistema a doppia riflessione con disco a primo fuoco, montato su un supporto basculante che permette di effettuare la regolazione precisa dell'elevazione attraverso un sistema di fissaggio a scatto continuo. Installazione, un gioco da ragazzi Con DigiGlobe, l'assemblaggio di un'antenna parabolica non è mai stato più semplice. Sarà per via del kit, che comprende tutti i particolari (anche la minuteria), del fatto che il semi-globo inferiore offre già il supporto pronto per il fissaggio e l'orientamento della parabola o, infine, delle istruzioni di montaggio, chiare e dettagliate: la DigiGlobe si monta in pochi minuti, a patto di non essere troppo "irruenti" (la rottura di un supporto o di un piolino di plastica potrebbe compromettere tutto il lavoro). Ideale per il digitale La DigiGlobe rappresenta senza dubbio la "parabola ideale" per coloro che desiderano poter ricevere le trasmissioni digitali da Eutelsat Hot Bird (13 gradi est) oppure da Astra (19,2° est). Nonostante l'ottimo guadagno e la bassa cifra di rumore dell'LNB MTI, le ridotte dimensioni del riflettore parabolico, però, non possono garantire una perfetta ricezione dei segnali analogici dalle Alpi alla Sicilia soprattutto per quanto riguarda il satellite Astra. Cassegrain, i vantaggi del doppio riflettore Cassegrain è il nome del fisico che ha inventato una speciale configurazione per le lenti dei telescopi astronomici, successivamente adottata anche nella costruzione delle antenne paraboliche. Questo sistema è costituito da due riflettori, uno principale e uno secondario. Per ottenere le caratteristiche di collimazione desiderate, il riflettore principale vanta un profilo di tipo parabolico mentre quello secondario, decisamente più piccolo, evidenzia un profilo di tipo iperbolico. La configurazione Cassegrain presenta alcuni vantaggi tra cui la posizione del fuoco, esterno al riflettore primario, che consente di installare l'LNB in una posizione più riparata dall'esposizione solare, la lunghezza focale particolarmente estesa che permette una drastica riduzione dei lobi secondari e il design "compatto" che permette di ridurre la profondità del sistema rispetto ad altre configurazioni (offset e primo fuoco). |
| Anche "CasaFacile" ha dedicato uno spazio a DigiGlobe: " Quando si dispone di poco spazio una soluzione è l'antenna parabolica DigiGlobe, distribuita da DEA. Ha l'aspetto di una lampada da giardino, ma è una vera antenna parabolica. Si può installare sul proprio balcone, in giardino oppure si può appendere al muro, proprio come una lampada. L'ingombro è di soli 45 cm. di diametro, per una altezza di 60 cm, braccio compreso." Acquista Digiglobe su www.dueemme.com |