Sulla nostra parabola DigiGlobe hanno pubblicato articoli i due maggiori periodici del settore !

Satellite
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E LUCE FU...

Di Massimiliano Borghesi

Il più frequente ostacolo all'installazione di un sistema di ricezione per la tv via satellite? Non è l'albero che vi copre la visuale a sud dal terrazzo. Nè il tetto a tegole, difficilmente accessibile e molto scomodo per effettuare la messa in opera della parabola. No, questi sono problemi che, con particolari accorgimenti (e non parliamo necessariamente di abbattere l'albero in questione) possono essere risolti. L'ostacolo più ostico, quello più difficile da superare, rimane l'innata diffidenza di alcuni esseri umani verso l'oggetto parabola, quell' ingombrante riflettore metallico destinato a captare i segnali provenienti dai satelliti e trasferirli poi al nostro ricevitore domestico. Una diffidenza che può concretizzarsi in diversi modi: dai regolamenti condominiali, con norme, spesso discutibili, che impediscono la messa in opera dell'impianto, ai regolamenti comunali, che in nome di una giusta tutela dei centri storici limitano il nostro diritto di installazione, rimandandoci alla realizzazione di impianti condominiali. Il che equivale a dare il via ad una lunga discussione con i propri vicini, magari per nulla interessati alla tv del cielo e quindi poco propensi a deliberare la spesa necessaria. Certo, ci sono (per fortuna) leggi ormai note e specifiche sentenze di Preture a tutelare il sacrosanto diritto individuale alla ricezione della tv del cielo. Ma a poco servono, di fronte magari alle proteste, neanche tanto velate, di vicini intransigenti o di puntigliosi amministratori condominiali.
L'innegabile fascino del riflettore parabolico, vero status symbol del teleutente del 2000, scompare miseramente di fronte a obiezioni di questo genere. E per concludere, esistono anche altri ostacoli, sul piano pratico: lo spazio occupato dalla parabola, in alcuni casi, costringe a rinunciare all¹utilizzo di aree destinate ad usi differenti. A tutto questo, finalmente, c'è una soluzione. Semplice, elegante, tecnicamente ineccepibile: il Digiglobe.

Il globo luminoso

L' aspetto è quello di una normalissima plafoniera per esterni, simile in tutto e per tutto a tante lampade che vediamo spuntare nei giardini di decine di abitazioni: un globo bianco di appena quarantacinque centimetri di diametro, realizzato in policarbonato plastico. La base fornita come supporto, di colore nero, può essere facilmente ancorata al pavimento. In alternativa, è disponibile anche un supporto a "L" per l'installazione a parete. Aprendo le due semisfere che costituiscono il globo, appare la sorpresa: montata su un supporto basculante, troviamo infatti una parabola da 43 cm. di diametro, di tipo Cassgrein (ovvero una prime focus a doppia riflessione). Sul retro del disco, è collocato il convertitore, un MTI Universale con figura di rumore tipica di 0.7 dB. Accanto a questo, c'è l'alloggiamento per una lampadina, con l'attacco standard. I costruttori consigliano, giustamente, l'utilizzo di un modello a basso consumo: ad esempio una lampada da 11 Watt, in grado di fornire prestazioni pari a quelli di una lampadina tradizionale da 60 watt, con l' indiscutibile pregio di non sviluppare lo stesso calore e di consentire un sensibile risparmio nei consumi. Il montaggio del Digiglobe è un gioco da bambini: i diversi componenti si assemblano in cinque minuti, seguendo le istruzioni di montaggio allegate alla confezione. Il riflettore vero e proprio, realizzato in materiale plastico rivestito di metallo, si monta sulle apposite guide che consentono la regolazione dell'elevazione del disco. Per l'azimuth, basta ruotare orizzontalmente il tutto, prima di fissarlo definitivamente al suolo attraverso tre viti. Le due semisfere, una volta sovrapposte, si agganciano attraverso una chiusura a baionetta. Il cavo coassiale, insieme a quello che porta l¹alimentazione alla lampada, possono essere fatti correre attraverso la base di supporto, dalla quale emergeranno attraverso un apposito tassello, per poi raggiungere dal suolo il nostro ricevitore e una presa di corrente. Con l¹aiuto di un misuratore di campo, o semplicemente di un ricevitore sat, il puntamento è questione di pochi minuti: le parabole di queste dimensioni sono caratterizzate da un raggio di cattura piuttosto ampio, fattore che rende molto semplice rintracciare i segnali di Hot Bird. Ed è proprio per la ricezione del "polo caldo" di Eutelsat che il Digiglobe è dedicato. A chi si preoccupa per le ridotte dimensioni del riflettore (diametro di appena 43 cm.), vale la pena ricordare che i satelliti Hot Bird, dai quali vengono diffusi la maggior parte dei canali digitali italiani ed europei, sono caratterizzati da una copertura di elevata potenza, uniformemente distribuita su tutto il territorio nazionale: dalle Alpi alla Sicilia, il segnale degli Hot Bird arriva a terra con un livello di segnale superiore ai 50 dBW. Con questi segnali, i 33 dB di guadagno del riflettore e la bassa figura di rumore del convertitore, sono più che sufficienti a garantire la ricezione del segnale in condizioni ordinarie. Certo, è inevitabile che durante un temporale particolarmente intenso, specialmente se il puntamento non è stato effettuato al meglio, il decadimento del segnale possa comportare qualche problema di ricezione. Ma questo è un problema che può riguardare anche parabole di dimensioni ben superiori....
Il costo del Digiglobe è nettamente superiore a quello di una "normale" parabola. Ma se le alternative sono quelle di dover rinunciare alla tv via satellite, dare il via ad azioni legali o dover subordinare l'accesso alla nuova tv all'opera di convincimento sugli altri condomini, allora il prezzo diventa ben proporzionato: tra carte bollate, avvocati e calmanti, spenderemmo sicuramente cifre superiori.
APRILE 2000


Eurosat
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LA SFERA MAGICA

Di Simone Vidazzia

Nonostante siano passati ormai diversi anni dall'apparizione delle prime antenne paraboliche, molta gente, ancora oggi, nutre un'innata diffidenza verso questo misterioso oggetto tecnologico e nulla serve spiegare a costoro che si tratta di una semplice antenna che capta le onde elettromagnetiche, cosi come la tradizionale antenna VHF e UHF che regna sui tetti delle case da decenni. Molti la considerano un oggetto uscito da un film di fantascienza, altri uno strumento di spionaggio utilizzato da fantomatici agenti segreti ma, purtroppo, sono tutti d'accordo nel ritenerla una presenza ingombrante, antiestetica che turba il decoro del condominio o della villetta dove viene installata. Gli altri ostacoli che impediscono (o complicano) l'installazione di un sistema di ricezione per la TV satellite, come ad esempio la presenza di alberi che coprono la visuale, lo spazio occupato che costringe a rinunciare all'utilizzo di aree destinate ad altri usi oppure la difficoltà di accesso al tetto per la messa in opera dell'impianto, sono invece superabili con qualche accorgimento e con l'esperienza di installatori qualificati.
Anche costoro, però, nulla possono contro la diffidenza delle persone e dei regolamenti condominiali che vietano il possesso e l'installazione di parabole per ragioni estetiche e pratiche non meglio specificate.
Nonostante ci siano ormai leggi e sentenze a tutela del sacrosanto diritto individuale alla ricezione della TV satellite, non tutti se la sentono di proseguire l'iter di fronte alle proteste, spesso anche vibranti, di vicini puntigliosi o di amministratori condominiali inflessibili. Se si considera, poi, che la parabola è spesso considerata oggetto "voluttuario", non indispensabile ad un'attività lavorativa o di studio, è piuttosto difficile dimostrarne l'assoluta necessità. In questi anni, svariati ricercatori hanno sperimentato soluzioni più o meno praticabili per mimetizzare il disco parabolico rispetto all'architettura del luogo: colorazioni differenti, trame particolari, addirittura con disegni a mattoni, antenne piatte installabili anche all'interno dell'abitazione e antenne trasparenti. La nuova proposta della Due Emme Antenne va ben oltre il concetto di "mimetizzazione", in quanto si presenta come un vero e proprio complemento d'arredo: una lampada da giardino (o da terrazzo) semplice, elegante che racchiude la più recente tecnologia per la ricezione dei segnali via satellite digitali. é DigiGlobe, la prima parabola "dual mode" (antenna e lampada) che mette d'accordo i difensori dell'estetica" e i fautori della tecnologia ad oltranza!

Una parabola che risplende

La DigiGlobe assomiglia in tutto e per tutto ad una plafoniera per esterni, quei lampioncini installati sia a terra che a muro che si vedono nei giardini condominiali e nelle villette. In realtà, all'interno del globo bianco di policarbonato, si trova un'antenna parabolica di soli 45 cm di diametro di tipo Cassegrain, vale a dire un sistema a doppia riflessione con disco a primo fuoco, montato su un supporto basculante che permette di effettuare la regolazione precisa dell'elevazione attraverso un sistema di fissaggio a scatto continuo.
Contrariamente alle antenne "primo fuoco" e "off-set", la Cassegrain cattura il segnale attraverso il cono riflettore ed il trombino (la guida d'onda) per poi convogliarlo all'LNB, che in questo caso è posizionato sul retro del disco parabolico e non di fronte ad esso. Il convertitore montato nella DigiGlobe è un modello "universale" della MTI con figura di rumore tipica di 0,7 dB. é disponibile opzionalmente la versione a 0,6 dB. Per rendere la DigiGlobe ancora più interessante e "al di sopra di ogni sospetto", i progettisti hanno inoltre pensato di installare tra la parabola e l'LNB un supporto per portalampada.
In questo modo la DigiGlobe può operare sia come antenna parabolica che come lampada da giardino o terrazzo, anche al posto di eventuali lampioncini installati precedentemente, per illuminare l'ambiente o l'accesso al condominio.
L'unica avvertenza è quella di adottare lampade "fredde" a basso consumo energetico (ad es. 11/18 watt equivalenti ai 60/100 watt delle lampade tradizionali ad incandescenza), che hanno il pregio di ridurre il consumo di energia elettrica e il calore sviluppato. L'utilizzo di lampade ad incandescenza, potrebbe, infatti, deformare la superficie del disco parabolico (in ABS metallizzato) riducendo o annullando l'efficienza nella ricezione dei segnali.

Installazione, un gioco da ragazzi

Con DigiGlobe, l'assemblaggio di un'antenna parabolica non è mai stato più semplice. Sarà per via del kit, che comprende tutti i particolari (anche la minuteria), del fatto che il semi-globo inferiore offre già il supporto pronto per il fissaggio e l'orientamento della parabola o, infine, delle istruzioni di montaggio, chiare e dettagliate: la DigiGlobe si monta in pochi minuti, a patto di non essere troppo "irruenti" (la rottura di un supporto o di un piolino di plastica potrebbe compromettere tutto il lavoro).
Una volta assemblata la parabola con il cono riflettore, la guida d'onda e l'LNB, si deve fissare il tutto sulle apposite guide del semi-guscio inferiore e procedere con la regolazione dell'elevazione.
Grazie ad una tabella riportata sul manuale di istruzioni (da ritagliare e incollare accanto alla zigrinatura presente all'interno della DigiGlobe), è possibile effettuare la taratura in modo millimetrico. La regolazione dell'azimut (ovvero la ricerca della posizione del satellite rispetto al sud geografico) deve essere, invece, effettuata dopo aver collegato ad un misuratore di campo ed aver fissato il palo di supporto a pavimento o a muro. Trovato l'orientamento corretto si fissa il tutto con una vite che impedisce al globo di ruotare sul proprio supporto.
Per quanto riguarda il sostegno, oltre al palo in dotazione (in ABS di colore nero con altezza di 50 cm e diametro di 60) che consente di installare la DigiGlobe a terra, è possibile acquistare come accessorio il supporto da parete a "L", disponibile sia in ABS (nero) sia in alluminio (verniciato bianco). In tal modo la DigiGlobe può essere fissata ad una qualsiasi parete dello stabile e, naturalmente, anche sul terrazzo, riducendo cos" lo spazio occupato rispetto ad una tradizionale antenna, offrendo anche la funzione di illuminazione.
I due semi-gusci che compongono la DigiGlobe si agganciano tra loro grazie ad un sistema a baionetta che, purtroppo, si rivela piuttosto macchinoso costringendo l'utente ad una lunga opera di ricerca dei punti di incastro a causa della flessibilità del guscio. Ad ogni modo bisogna ammettere che questo sistema garantisce una buona tenuta all'acqua e alle intemperie rendendo superfluo l'utilizzo di sigillanti. Il cavo coassiale e, eventualmente, quello elettrico (per la lampada), devono essere fatti correre attraverso la base di supporto. Come ultimo sul sito www.digiglobe.it trovate altri consigli utili sul montaggio, oltre che foto con esempi d'installazione.

Ideale per il digitale

La DigiGlobe rappresenta senza dubbio la "parabola ideale" per coloro che desiderano poter ricevere le trasmissioni digitali da Eutelsat Hot Bird (13 gradi est) oppure da Astra (19,2° est). Nonostante l'ottimo guadagno e la bassa cifra di rumore dell'LNB MTI, le ridotte dimensioni del riflettore parabolico, però, non possono garantire una perfetta ricezione dei segnali analogici dalle Alpi alla Sicilia soprattutto per quanto riguarda il satellite Astra.
Con il digitale la cosa risulta senz'altro più fattibile anche se bisogna ricordare che queste parabole sono in grado di operare senza problemi in condizioni "ordinarie". Un temporale particolarmente intenso oppure una nevicata abbondante, la presenza di corpi nuvolosi "spessi" oppure una taratura approssimativa della parabola può portare a volte ad un'attenuazione del segnale e a problemi di ricezione (immagini a quadrettoni, freeze, click audio).
Ad ogni modo la DigiGlobe rappresenta senz'altro la soluzione ideale per tutti coloro che non possono (o non vogliono) installare un'antenna parabolica tradizionale per questioni di estetica o spazio a disposizione.

Cassegrain, i vantaggi del doppio riflettore

Cassegrain è il nome del fisico che ha inventato una speciale configurazione per le lenti dei telescopi astronomici, successivamente adottata anche nella costruzione delle antenne paraboliche. Questo sistema è costituito da due riflettori, uno principale e uno secondario. Per ottenere le caratteristiche di collimazione desiderate, il riflettore principale vanta un profilo di tipo parabolico mentre quello secondario, decisamente più piccolo, evidenzia un profilo di tipo iperbolico. La configurazione Cassegrain presenta alcuni vantaggi tra cui la posizione del fuoco, esterno al riflettore primario, che consente di installare l'LNB in una posizione più riparata dall'esposizione solare, la lunghezza focale particolarmente estesa che permette una drastica riduzione dei lobi secondari e il design "compatto" che permette di ridurre la profondità del sistema rispetto ad altre configurazioni (offset e primo fuoco).
DICEMBRE 2000



Anche "CasaFacile" ha dedicato uno spazio a DigiGlobe:
" Quando si dispone di poco spazio una soluzione è l'antenna parabolica DigiGlobe, distribuita da DEA. Ha l'aspetto di una lampada da giardino, ma è una vera antenna parabolica. Si può installare sul proprio balcone, in giardino oppure si può appendere al muro, proprio come una lampada. L'ingombro è di soli 45 cm. di diametro, per una altezza di 60 cm, braccio compreso."


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